mercoledì 26 gennaio 2011

Il giorno della memoria

Ciao bambini, volevo ricordarvi che il 27 gennaio si celebra “Il giorno della memoria” per non dimenticare la Shoah.
Il termine ebraico “Shoah”,  significa "annientamento", "sterminio"e si riferisce ad una vicenda storica accaduta più di sessant’anni fa, quando i regimi dittatoriali nazi-fascisti stabilirono di rinchiudere gli Ebrei nei campi di lavoro forzato e di sterminio perché ritenevano la loro “razza” inferiore. Solo la razza bianca ariana veniva considerata superiore e pura, per questo donne, uomini e bambini di altre razze furono perseguitati, torturati e uccisi nei campi di concentramento e nelle camere a gas.
E’ una bruttissima storia, non piace neanche a me, ma ricordarla serve, perché non accadano mai più  episodi di questo genere.                                                                             
  

sabato 1 gennaio 2011

AUGURI!

LEGGENDA DI CAPODANNO

Ciao bambini, Buon Anno a tutti voi e alle vostre famiglie. Un’altra tradizione di queste feste prevede il baciarsi sotto il vischio in segno di buon auspicio per questo voglio proporvi questa fiaba del Trentino.
La leggenda del vischio
C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva più nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all'amicizia e ai rapporti umani. L'andamento dei suoi affari era l'unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca.
Per avere sempre più soldi, a volte si comportava in modo disonesto e approfittava della ingenuità di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perché non andava mai oltre le apparenze.
Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata.
Cominciò a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti.
Pensò che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. Si incuriosì perché non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini.
A un certo punto cominciò a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L'uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupì.
Per tutta la notte, ascoltò le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d'amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventù.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l'uomo cominciò a piangere.
Pianse così tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.
E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle.
Era nato il vischio.

giovedì 30 dicembre 2010

LE RENNE DI BABBO NATALE

La slitta di Babbo Natale


Questa leggenda è nordica: la slitta, originariamente si diceva che  fosse trainata da una sola renna, poi la versione è cambiata, ed apparivano otto renne. Infine se ne è aggiunta una nona, Rudolph appunto. Questo numero spiega la velocità con cui Babbo Natale riesca a far fronte alle innumerevoli richieste provenienti da ogni parte del mondo.

mercoledì 29 dicembre 2010

UN FIORE


La Stella di Natale

La famosa "Stella di Natale" che da secoli si lega agli allestimenti tipici del Natale, sarebbe nata dal regalo ad un bimbo. Narra la leggenda, che il 25 dicembre di un anno dimenticato dalla storia, un bimbo povero entrò in una chiesa per offrire un dono a Gesù nel giorno della sua nascita. Triste e vergognoso per il suo poco degno mazzo di frasche, il bambino perse una lacrima fra quei ramoscelli che un miracolo trasformarono nel fiore più rosso e bello che i suoi occhi avessero mai visto.

domenica 26 dicembre 2010

Storia del presepe

Cari bambini, voglio proporvi alcune letture sui simboli del Natale, festa tanto amata da grandi e piccini.
Storia di Natale: Il Presepe.
Il primo vero presepe della storia fu creato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma. Questa usanza divenne così popolare che presto tante altre chiese vi aderirono. Ognuna creava un presepio particolare ed unico. Le scene della natività erano spesso ornate con oro, argento, gioielli e pietre preziose.
Anche se molto popolare tra le classi più ricche, questa opulenza era quanto di più distante dal significato della nascita di Gesù.
Dobbiamo il "nostro" presepe attuale a San Francesco d'Assisi, che nel 1224 decise di creare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. Il presepe che San Francesco creò nel paese di Greccio, era fatto di figure intagliate, paglia e animali veri.
Il messaggio era diretto, e poteva essere capito e recepito da tutti, ricchi e poveri.
La popolarità del presepe di San Francesco crebbe fino ad espandersi in tutto il mondo.
In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.

domenica 12 dicembre 2010

giovedì 9 dicembre 2010

IL PICCOLO PRINCIPE

   


Un capolavoro che si rivolge a piccoli e grandi, 
"a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano piu'"...
Cliccando sulla copertina del libro puoi leggere 
on line  tutto il libro per capitoli.

Buona lettura !

Una curiosità

Salve a tutti,  tra pochi giorni ricorre Santa Lucia e voglio proporvi questa curiosità.

Il Natale solitamente è collegato a Babbo Natale ed alle sue imprese per recapitare i regali ai bambini. In tanti paesi del nord Italia e del nord Europa è invece Santa Lucia a fare le veci di Babbo Natale e per questo, la notte tra il 12 e il 13 dicembre  questa Santa arriva dal cielo, su un carretto pieno di doni, trainato da un fedele asinello. Tutti mettono sulle porte delle case fieno e latte per l’asinello e biscotti per la santa.

Spesso nei giorni che precedono la ricorrenza, qualcuno, per rendere più suggestiva l’attesa,passa nelle strade suonando un campanello.
I bambini, preoccupati, si nascondono perché, secondo la leggenda, non possono vedere la Santa, che potrebbe gettare nei loro occhi la cenere.

LA LEGGENDA DI S. LUCIA

La leggenda narra che la giovane Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi, glieli abbia chiesti in regalo. Lucia acconsente al regalo, ma gli occhi miracolosamente le ricrescono e ancora più belli di prima. Il ragazzo chiede in regalo anche questi, ma la giovane rifiuta, così viene da lui uccisa con un coltello nel cuore.